DOCENTE TUTOR, LE PROPOSTE CISL SCUOLA

Su docente tutor per l’orientamento inviate al Ministero osservazioni e proposte della CISL Scuola

Durante l’incontro di martedì 21 marzo col Ministero dell’Istruzione e del Merito sulle disposizioni che l’Amministrazione si accinge ad emanare in applicazione del DM 328 del 22 dicembre 2022 (Linee Guida per la ” Riforma del sistema di orientamento” previste dal PNRR), la CISL Scuola aveva chiesto fra l’altro di poterne visionare il testo, al fine di rendere possibile un approfondito e costruttivo confronto, certamente non agevolato dalla ristrettezza dei tempi a disposizione, pur trattandosi di materia della quale lo stesso Capo di Gabinetto, in avvio dell’incontro, aveva ricordato la natura contrattuale, sottolineando come i provvedimenti in esame siano da intendersi come misure adottate in prima applicazione, ma da ricondurre in prospettiva alla sede negoziale.
Al riguardo, vale la pena ricordare che la CISL Scuola, in occasione dell’approvazione della legge di bilancio, si era fatta promotrice di una proposta di emendamento che riconducesse la materia all’ambito del contratto nazionale di lavoro, sede idonea a definire sia i compiti e il profilo del docente tutor, sia la misura del compenso spettante.
Esaminate le bozze fornite dall’Amministrazione, su cui a breve si pronuncerà con proprio parere il CSPI, la CISL Scuola ha formalmente consegnato le proprie osservazioni, che di seguito si sintetizzano.
· la previsione di limitare alle sole classi terze, quarte e quinte della secondaria di secondo grado deve risultare in modo esplicito come indicazione di carattere transitorio, visto che lo stesso DM 328/2022 e le linee Guida indicano l’obiettivo di “rafforzare il raccordo tra il primo e il secondo ciclo di istruzione”, con la presenza di tutor “nella scuola secondaria di primo e secondo grado”.
· La necessaria implementazione delle misure che in prima applicazione riguarderanno solo le ultime tre classi della secondaria di secondo grado dovrà tendere, oltre che all’estensione agli altri gradi di istruzione, anche all’individuazione di un tutor per ciascuna classe.
· le modalità con cui si prevede che il Dirigente Scolastico selezioni i docenti aspiranti alla funzione di tutor vanno sostituite da una procedura analoga a quella prevista dall’articolo 33 comma 2 del CCNL 19/4/2018 attualmente vigente per le Funzioni strumentali. Si ritiene che il più ampio consenso della comunità educante possa essere condizione di maggiore efficacia nello svolgimento di una funzione che porta il docente a relazionarsi anche con studenti e docenti di classi diverse dalla propria.
· dev’essere prevista la possibilità che le singole istituzioni scolastiche possano integrare con ulteriori criteri quelli indicati dalla Circolare del Ministero. Nei 5 anni di anzianità che l’Amministrazione intende considerare come requisito minimo di servizio per accedere alla funzione di tutor, la CISL Scuola chiede che sia considerato anche il servizio con contratto a tempo determinato, tenuto conto della Direttiva CE in materia di uniformità dei trattamenti.
· il riferimento, troppo generico, alle “prerogative degli organi collegiali” di cui il Dirigente Scolastico dovrebbe tenere conto all’atto della nomina dei tutor va sostituito con una formulazione che rimandi espressamente a criteri deliberati dal Collegio dei docenti nell’ambito del PTOF
· il riparto delle risorse disponibili (attualmente 150 milioni di euro), per il quale si prende in considerazione solo il numero degli alunni iscritti nelle classi terze, quarte e quinte degli istituti interessati, deve tenere conto anche di altri fattori, in primis dei dati afferenti alla dispersione scolastica e alla presenza di alunni stranieri (come avviene per la distribuzione delle risorse MOF). Il comma 561 della legge di bilancio che stanzia le risorse, infatti, le finalizza oltre che alle attività di orientamento anche al rafforzamento dell’inclusione e al contrasto alla dispersione scolastica.
I provvedimenti illustrati dall’Amministrazione nell’incontro del 21 marzo sono due: il primo fornisce le indicazioni riguardanti l’individuazione e le modalità di utilizzo dei tutor, il secondo i criteri per la ripartizione tra le scuole dei fondi destinati al loro compenso.
Si prevede che i docenti individuati per lo svolgimento della funzione di tutor, ciascuno dei quali opererà su due classi, dovranno frequentare un corso di preparazione on line gestito da INDIRE, con una durata di 20 ore. Il compenso annuo potrà variare tra un minimo di 2.850 euro ed un massimo di 4.750 euro (lordo Stato) e sarà definito dalla contrattazione di istituto.

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